Ultimo aggiornamento 19 Novembre 2003
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Luca Mirai di Gorizia
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Il Pasto del Mastino

 
  La stuprante vita della distorta carne
Anela, altezzosamente, la volontà dei
Divini.
  La voluta diametria della sintassi
sboccia, intraprendente, dalla gloria dei
Potenti 
Marcando sì la sua diversità:
forzando, in egual modo, il primordiale
stato sociale dei parametri!
  Sensibilità di sguardi perduti,
resti a sviluppare difese e disattenzione: 
La ritmica concatenata in danze 
solari, sfrontate, gestuali e lascive. 
  Il soggetto sinuoso a sé 
stringe, egoisticamente, il velo della 
convinzione.
  La platea servizievole per sé 
detiene, oltraggiosamente, una 
grossolana etica. 
  Così da ferire (assimilando) provando 
rancore, 
per un astio da troppo Maturato, e 
manco di soddisfazione: 
la fermentazione dei sentimenti ostili 
serve una portata acida, 
in quanto la vendetta viene consumata 
dopo troppo tempo. 
  Ed è questo il banchetto ove 
i Signori s’incontrarono, 
e di questi suoi bagni 
sfruttano, oscenamente, l’antro 
dell’oblio: 
svuotando i loro capienti ed avidi 
stomaci, 
per rigodere del gusto, sospinto ed 
avvolgente, 
delle speziate vittime. 
  Ed io che sono empio 
non so come reagire del ricordo, 
Al tempo che mi fu offerto il pasto del 
mastino.
©opyright 2001 - 2003 Luca Mirai
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